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COME LA FENICE

12 Lug

Siamo noi, quelli che lasciano, i cattivi, e non si pensa mai a perché si lascia, non si vedono mai le umiliazioni, le torture che danno dolore, perché anche se non sanguina il cuore fa male.” pensa, mentre con l’alito disegna cerchi sul vetro della finestra.

Ieri sera ha sganciato la bomba.

foto di Angela Grieco

–       Ti ho tradito.

–       Cosa?

–       Ti ho tradito: ho baciato un altro.

Lui le ha tirato un ceffone. Forte, secco, tuonante.

– E ti lascio.- ha continuato lei.

Ecco come tre anni svaniscono in un secondo.

– Perché?- esige almeno una spiegazione l’uomo. Si sente meno uomo se viene tradito e più uomo se tradisce. Anche se è meno uomo comunque: è più animale.

– Perché non mi guardi.

“Perché non mi guardi- pensava Stefania-, quando facciamo l’amore, tu non mi guardi. Non ti fermi ad osservare i nei che ho sul corpo, la forma tondeggiante dei miei seni, la linea sibillina dei fianchi, i piedi che si arricciano, le dita sottili, la pancia piatta. Non mi guardi. E se non ti fermi nemmeno a guardare il mio corpo, come posso sperare che tu possa vedere la mia anima? Invidio le tue modelle, non perché sono belle, magre con i seni perfetti. Beh si anche per quello, ci mancherebbe. Ma sono gelosa dei tuoi sguardi. Loro possono essere solo osservate, centellinate con gli occhi. Io non faccio in tempo a togliermi il reggiseno che tu mi sei subito addosso, pronto a divorare ogni centimetro del mio corpo, ma non a guardarlo. Mi ami in modo avido. E a me non va più bene. E non mi vanno bene le tue bugie e i litigi in cui mi fai sempre passare dalla parte del torto anche se sai meglio di me che ho ragione io. Come quella volta che ero gelosa di una modella ucraina con il culo a mandolino. Le ucraine non dovrebbero avere il sedere così, non è concepibile, non è giusto! E tu a sgridarmi, a dirmi :- La tua gelosia è da ragazzina immatura. Sei una bimbetta, dai!”

Ecco quando litigano, lui mette su quel tono pacato, come di un insegnante che fa la predica all’allievo. Lo fa per farla sentire inferiore, perché è convinto che chi ha ragione mantenga la calma. Lo fa per sottolineare la distanza d’età che c’è tra di loro. Quand’era cominciato tutto, i dieci anni che li dividevano non erano così pesanti. A lui era piaciuto dirle “Sono il tuo primo uomo, il solo che ti ha avuto” e a lei piaceva pensare che sarebbe stato l’unico. Poi qualcosa è andato storto. Forse lui ha cominciato a credere di poterle fare anche da padre, un padre autoritario, e ogni litigio finiva con uno schiaffo. Se li ricorda tutti la sua guancia.

“Ma questo è l’ultimo – ha mormorato solo mentalmente – perché io non ci sto più a farmi usare la guancia come un sacco da boxe. E per cosa, poi? Perché gli ho detto che ho baciato un altro? Se sapesse invece, se solo sapesse…

Qualche sera fa Stefania ha incontrato un ragazzo, uno della sua età, un ventenne. Si è sentita rinascere: le faceva la corte, la faceva sentire bella e simpatica, la faceva ridere. E la guardava tutta, con curiosità, con desiderio. Lei seguiva il suo sguardo che indugiava sulla scollatura, sulle gambe fini e che poi cercava di incastrarsi ai suoi occhi. L’altro, l’ “uomo maturo”, non l’aveva mai guardata negli occhi.
Se n’era accorta solo adesso.. E poi il ragazzino l’ha baciata, ma Stefania si è tirata indietro.

foto di Angela Grieco

– Sono fidanzata- si è scusata.

– Ah- ha detto lui imbarazzato- allora perché i tuoi occhi sono così tristi?-

“Perché il mio compagno è uno stronzo che mi tortura psicologicamente” avrebbe voluto urlare e invece non ha
detto nulla, ma si è decisa. “Lo lascio” le è balenato in mente e ieri sera l’ha fatto davvero.

Ora alla finestra si dice brava da sola, si fa i complimenti per essersi liberata del suo torturatore. Poco importa se lui non è d’accordo, se le dice che è immatura, che è irresponsabile, che è una poco di buono o una facile.

– Ho ventidue anni, cazzo!- sussurra alla finestra. – E non voglio sbiadire accanto a lui…

Preferisce bruciare in fretta, Stefania, e poi rinascere dalle sue ceneri, come la fenice.

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Pubblicato da su 12 luglio 2011 in amore, dolore, liberazione

 

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