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IO E LA MIA PANDA- Il corteggiamento assicurato

foto di Viola Barbieri

Può capitare a tutti di essere tamponati in un parcheggio. Più raramente capita di essere investiti da una macchina senza guidatore. A me è successo l’altro giorno, mentre uscivo dal tranquillo parcheggio vicino a casa mia. Ho guardato un attimo indietro, nessuno, poi di lato, nessuno, mi sono fatta un tantino indietro con la Panda e..BAM! Un bolide azzurrino si è schiantato contro la mia macchinina. Alla guida non c’era nessuno. Un fantasma? Il guidatore inesistente? (scusate questa è una battuta intellettualoide bruttissima) Una calamita gigante attaccata al sedere di Panda? Niente di tutto questo. Solo un mio vicino di casa che ha dimenticato d’inserire il freno a mano, e la pendenza del posteggio ha fatto il resto. Tu vallo a spiegare all’assicuratore! A parte che prima devi riuscire a trovarlo. Infatti l’assicuratore è solitamente un individuo di sesso maschile che ti chiama a casa, sul cellulare, in ufficio, finché tu non decidi di stipulare l’assicurazione con la loro società, la numero uno nel campo delle assicurazioni. L’assicuratore ti corteggia, ti fa sentire al sicuro, è pronto (a parole) a risolvere ogni tuo problema. Ti manda lettere profumate di burocrazia per ricordarti che, anche quest’anno, devi pagare la tassa d’assicurazione. Buon anniversario anche a te, tesoro! Poi, una volta che gliel’hai data, intendo la conferma di essere assicurata con loro o la cifra da pagare, svanisce nel nulla. Trovarlo al telefono o contattarlo per un appuntamento è un’impresa più difficile che prenotare una ceretta dall’estetista la stessa settimana in cui chiami. Stai fresca! Quando finalmente riesci a parlarci, la voce stupendamente tenebrosa e ammaliante che aveva all’inizio del vostro rapporto ha ceduto il posto ad un tono annoiato e un po’ nasale che ti spiega dove e come mandare tutta la documentazione, mentre cerca, malamente, di soffocare le risate quando gli racconti di come sei stata investita. Allora tu, stupida e fiduciosa, mandi tutta la documentazione. Poi aspetti. E aspetti.
Sconsolata, speri in un altro uomo, un altro assicuratore, che ovviamente ti chiamerà fino allo sfinimento, sperando che tu prima o poi ceda alla sua voce suadente da imbonitore e tradisca l’altro (assicuratore).
Morale della favola? Gli assicuratori sono come i pretendenti: entrambi ti corteggiano fino ad un tuo cedimento (di nervi o di mutande) e poi “tanti saluti e grazie”, solo che gli assicuratori sanno corteggiare meglio.

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britomarti

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Pubblicato da su 14 giugno 2012 in Io e la mia panda

 

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IO E LA MIA PANDA – Proverbi e motori

Ci presentiamo: siamo Io e Panda, una coppia nata anni fa per una mia sfrenata voglia di guidare. Panda mi capisce, Panda ha i miei tempi (è leeenta), Panda è una sorta di luogo mistico in cui le parole mi vengono fuori libere, dal profondo.

foto di Viola Barbieri

Si dice spesso «donna al volante, pericolo costante» e solitamente a recitarlo tra grasse risate è un esemplare maschio, lo stesso che pensa che donne e motori stiano bene insieme solo in calendari bollenti e nelle fiere espositive di moto e automobili. «Donne e motori, gioie e dolori», ma i dolori, miei cari uomini, sono tutti vostri perché guidate spesso come dei coglioni.

Il vostro punto dolente sono le frecce, termine volgare (e intendo del volgo, del popolo) per designare gli indicatori di direzione, che servono, pensate un po’, per indicare dove volete andare. Sinistra o destra? Boh! Nel dubbio voi maschietti non le mettete mai, avrete mica qualche problema con l’aggeggio delle frecce (non so l’esatto termine scientifico e mi scuso) che ha effettivamente, specie nelle macchine più recenti, una forma un po’ fallica? Una volta a me e Panda è capitato di seguire un’auto perché una mia amica era assolutamente sicura fosse quella del suo ragazzo, che al momento viaggiava con una donnina che, com’è ovvio, non era la sua ragazza, alias la mia compagna di viaggio. Lanciate nell’inseguimento, abbiamo fatto una gran fatica perché l’inseguito non metteva mai le frecce e girava all’ultimo. «Si è accorto che lo stiamo seguendo e lo fa per depistarci» ha detto la mia amica. Alla fine ci siamo rese conto che il guidatore non era chi pensavamo fosse, ma solo un uomo e come tale inetto con le frecce.

Poi voi uomini avete un problema grave: non riuscite ad ammettere di non sapere la strada e pur di accettare serenamente il problema e chiedere a qualcuno informazioni, negate, negate, negate! E a noi girano, girano, girano, mentre voi andate più veloci del solito in stradine assurde, perché finché non capite dove siete, non volete rallentare. Perché?

Altro punto dolente: la partenza con sgommata per attirare l’attenzione di tutte le donne che ci sono nel raggio di dieci chilometri. Non so alle altre, ma a me sentire scorreggiare a quel modo le vostre ruote mi fa calare ogni libidine, e mi fa pensare a rapine o incidenti gravi con fughe annesse e quindi mi fa venire una gran paura.

Ma la cosa più esemplificativa del vostro essere maschi alla guida, io e Panda l’abbiamo visto oggi. Mentre guidavamo serene su una strada piena di dossi, conosciuti anche come dissuasori di velocità, un uomo a cavallo di uno scooter, per non passare su un dosso, è entrato nella pista ciclabile contigua e poi ne è uscito tagliando la strada ad un camion, cosa che non ha dissuaso il camionista dal bestemmiare. Siete i maghi dei sorpassi selvaggi! Non vedrete mai una donna fare una cosa del genere.. Un mio amico, uomo, mi ha assicurato che noi donne non le facciamo perché non ne abbiamo il coraggio. Già non abbiamo il coraggio, ci vergogniamo troppo, di essere così deficienti. Perché se la donna al volante è un pericolo costante, l’uomo al volante è un coglione perseverante.

 
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Pubblicato da su 23 marzo 2012 in Io e la mia panda

 

IO E LA MIA PANDA- Pour présenter

Ci presentiamo: siamo Io e Panda, una coppia nata anni fa per una mia sfrenata voglia di guidare. Panda mi capisce, Panda ha i miei tempi (è leeenta), Panda è una sorta di luogo mistico in cui le parole mi vengono fuori libere, dal profondo.

foto di Viola Barbieri

Lì dentro, avviato il motore, si scatena il mio lato selvaggio, s’illumina il mio lato oscuro. Mi sento libera di gettare epiteti poco carini, fare linguacce e gestacci e lanciare insulti in dialetto calabrese, illudendomi che nessuno li capisca. Ammetto che ultimamente mi sono un po’ calmata, da quando ho rischiato di essere picchiata furiosamente da un pedone. Ora mando solo bacini con la mano a chi mi sorpassa selvaggiamente a destra e a sinistra. Ma io dico! Gente, so che siamo in crisi e che magari per risparmiare non vi siete fatti mettere le frecce; ma allora tirate fuori le braccia e fatemi capire se alle rotonde dovete andare a destra o a sinistra. A meno che le frecce non le mettiate perché nemmeno voi sapete bene se siete di destra o di sinistra, in quel caso andate sempre dritti e andate sul sicuro. Passi anche che per risparmiare vi siete fatti togliere prima, seconda e terza, e partiate direttamente in quarta sgommando e non andando mai sotto i 120 km/h. L’unico problema è che quando mi passate di fianco la mia pandina sbanda, perché non è abituata alle correnti d’aria. Vi svelo un segreto, automobilisti che avete visto troppe volte Back to the future,: anche se arrivate a certe velocità, non viaggiate nel tempo, rassegnatevi! Altra cosa: le cartacce, le cartine, le cicche, le sigarette non si buttano dal finestrino. E’ maleducazione, soprattutto se dietro ci siamo io e Panda col finestrino abbassato, perché d’estate fa un caldo cane e non ho l’aria condizionata, e così la tua cicca o la tua cartaccia mi entra dentro la macchina. Ma ti sembro una pattumiera su ruote? Un’ultima questione: Panda non ha il servosterzo, quindi tu, possessore di auto con volante che si gira da solo con la forza del pensiero, non strombazzarmi dietro quando faccio manovra, se no scendo dalla macchina e lo faccio girare a te il volante, sperando tu sia più muscoloso di me.

Siamo tenere, buone e carine io e la mia Panda, ma ogni tanto anche noi ci rompiamo i…pistoni!

 

 

 
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Pubblicato da su 21 febbraio 2012 in Io e la mia panda