RSS

Archivi categoria: Uncategorized

SE OGGI SIAMO QUI

fotoBLOG

Foto di Angela Grieco

Se oggi siamo qui, io e te,

ci dev’essere un perchè.

Non si può nemmeno dire

che i tuoi occhi

siano incastrati ai miei

o che le mie labbra

siano incollate alle tue,

perchè i miei occhi

sono i tuoi, e

i tuoi i miei,

e così le labbra.

E chiedo scusa, per questo,

agli occhi e le labbra

che ho ospitato per un po’:

siete stati buoni compagni

ma adesso è diverso.

Se oggi siamo qui, io dico,

è perchè ieri non ci siamo trovati

e forse domani ci perderemo.

Ma se oggi siamo qui

è perchè

così doveva essere.

 

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 30 maggio 2016 in Uncategorized

 

foto di Angela Grieco

foto di Angela Grieco

 

Li lascerò pensare

di me

quello che vogliono.

Che sono stupida, ingenua,

che non riesco a capire

le cose del mondo

che han costruito loro.

Li lascerò credere

di me

tutto il peggio.

Che non sono capace,

nè in grado di fare, di dire

le parole di senso

che hanno inventato loro.

Ma la cosa più assurda

è che, in fondo,

lo lascerò credere

anche a me.

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 30 novembre 2013 in Uncategorized

 

AL PIANO DI SOTTO

foto di Angela Grieco

foto di Angela Grieco

 

La signora del piano di sotto                                     

ha perso un figlio.

Dicono che

si è buttato

l’han buttato?

non si è buttato!

nel fiume. 

La gente che sale le scale

lo fa in punta di piedi.

Il corpo,

l’han già trovato, ma

al piano di sotto una madre

aspetta il figlio.

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 26 ottobre 2013 in Uncategorized

 

IL RUMORE SOTTOPELLE – prima puntata

foto di Angela Grieco

foto di Angela Grieco

Io mi taglio. Ho cominciato qualche mese fa, per gioco. Mi è piaciuto e ho continuato a farlo. Mi taglio con i coltelli da cucina, con le lamette per la barba di papà, con i temperini. Tagliarmi mi fa sentire viva. Mi piace vedere il rosso del sangue e il giallastro delle cicatrici. Ogni ferita che mi procuro è un passo verso la distruzione. Io voglio distruggermi. Non voglio essere me stessa, non voglio essere, punto.

Cenavamo, una delle tante sere d’autunno. Guardavo le veline alla tivù e invidiavo i loro seni gonfi e alti.

« Ma dai! Possono posarci il mento sulle tette!»

« Dici così perché le vorresti anche tu.»

A parlare era mia sorella. Anche quando guardo mia sorella brucio d’invidia. Lei è perfetta. I miei genitori l’adorano, perché è una studentessa brillante, fa volontariato e ha un ragazzo che lavora in banca. Probabilmente morirà presto: Dio chiama sempre a sé tanta perfezione. Le stronze, quelle come me, campano cent’anni.

« Va bene, magari mi piacerebbe essere così», ho dovuto ammettere.

«Questo è il tuo problema: tu non ti accetti perché vuoi essere un’altra.». Mio padre fa lo psicologo e risposte così sono la normalità a casa nostra. Io voglio essere un’altra, dice. Cazzo, papà, a volte ci azzecchi quasi. Io vorrei essere un’altra e se lo fossi vorrei comunque essere un’altra. Perché semplicemente non voglio essere. E quindi mi taglio. Gli altri non se ne accorgono: basta abbassare le maniche della maglietta fino al pollice. E poi nessuno mi guarda. Sono invisibile e a me va bene. Non mi taglio per attirare l’attenzione. Lo faccio per sparire al più presto.

Faccio anche ginnastica con la maglietta a maniche lunghe. Tranne quel giorno. La prof si è arrabbiata e ha cominciato a urlare come un’isterica. « Corlini, la maglietta!»

« Sono forse in reggiseno, prof?»

« Poco sarcasmo! Vai a cambiarti la maglietta!»

Sono tornata con le braccia completamente nude. I tagli brillavano lucidi sulla pelle bianca. Li sentivo pizzicare, lì all’aria aperta alla portata degli sguardi di tutti. La prof se n’è accorta, mi ha bloccato in corridoio. Mi ha guardato strano, poi mi ha fatto: «Che hai fatto, Corlini?»

« Sono caduta col motorino». Bugia. Figurati se i miei mi comprano il motorino.

« Mi vergognavo e così ho messo la m…»

« Rimettitela!»

Sono tornata verso lo spogliatoio delle ragazze. In corridoio c’era anche Carlo. Mi fissava. Non le braccia. Guardava me. Me.

« Che vuoi Carlo?»

Scuote la testa e dice: « Tu sei tutta pazza».

Va bene, magari ha ragione: forse sono pazza. Perché a volte la notte faccio un sogno strano. Io mi taglio e il sangue scorre a fiumi. Poi non è più sangue, ma sono le mie vene. Le mie vene sono radici che infettano la terra. Quando mi sveglio, so che è vero. Io mi taglio e mi piace.

 
 

Tag: , , ,

FLEURS DU DOULEUR

foto di Angela Grieco

foto di Angela Grieco

Se potessi, mio amore,

le tue lacrime

le leccherei una ad una

dal tuo viso,

ci entrerei dentro,

nei tuoi occhi,

solo per succhiarlo

tutto, il tuo dolore,

e dalle mani,

le tue, le mie,

ci farei crescere

fiori, ancora e ancora.

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 16 marzo 2013 in Uncategorized

 

GELOSIA

foto di Angela Grieco

foto di Angela Grieco

Ho provato

a sputarla fuori

e a raccontarla,

ma la bocca aperta

tesse

lunghi fili rossi,

spalanca

pipistrelli sanguigni

e vomita

parole di vino.

Tu solo sai

il gomitolo

che ho dentro,

che rode e morde

un amore

e un cuore

che ora ti appartiene.

L’ho dato a te

per conservarlo,

ma ci hai cucito

sopra una coperta

di gelosia.

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 1 marzo 2013 in Uncategorized

 

Ergo sum…

foto di Angela Grieco

Ma se tutto è già detto,

perchè mi han dato

la voce?

No! Non voglio finire

come quel tale

che si crucciava

di esser poeta,

ma l’altra notte,

ad esser sincera,

vi ho ingoiato

mie belle parole

e messo a zittire

il mio stupido cuore.

A che serve?

A che serve

mie care parole

se nessuno ci legge,

se nessuno ci sente?

Ma se mi han dato

la voce, in fondo,

sarà forse per cantare?

 
1 Commento

Pubblicato da su 16 febbraio 2012 in Uncategorized